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Davide Cocozza
Davide Cocozza·2 giugno 2026

Burry avverte la bolla AI su SpaceX e Anthropic

Burry avverte la bolla AI su SpaceX e Anthropic

Burry avverte la bolla AI su SpaceX e Anthropic

TL;DR

Michael Burry, famoso per aver previsto la crisi del 2008, avverte che le valutazioni di SpaceX e Anthropic, vicine a 1-2 trilioni di dollari, sono insostenibili. Sostiene che l'attuale corsa all'AI genera un "falso segnale di domanda" guidato dall'hype, non dai fondamentali. Secondo Burry, la potenza di calcolo diventerà una commodity, sgonfiando le attuali valutazioni stratosferiche.

Michael Burry, l'investitore reso celebre dal film "The Big Short" per aver previsto il crollo del mercato immobiliare del 2008, ha lanciato un nuovo, severo avvertimento. Questa volta nel suo mirino c'è la bolla speculativa legata all'Intelligenza Artificiale, con un focus su due giganti: SpaceX e Anthropic.

Attraverso le sue analisi pubblicate su Substack, Burry mette in dubbio le valutazioni astronomiche che queste società stanno raggiungendo, suggerendo che il mercato sia guidato più dall'entusiasmo che da una solida realtà finanziaria.

Quali sono i dati che non tornano?

Le critiche di Burry si basano su dati finanziari concreti, emersi in particolare dal prospetto per l'Initial Public Offering (IPO) di SpaceX. L'azienda di Elon Musk punta a una quotazione che potrebbe raggiungere i 2 trilioni di dollari, ma i numeri raccontano una storia più complessa.

~2 trilioni $
Valutazione target di SpaceX per l'IPO
965 miliardi $
Valutazione di Anthropic (ultimo round)
18,7 miliardi $
Ricavi di SpaceX nel 2025
-4,9 miliardi $
Perdita netta di SpaceX nel 2025

Il 20 maggio 2026, SpaceX ha depositato presso la SEC il suo prospetto S-1, un documento obbligatorio per le società che intendono quotarsi in borsa. Se da un lato i ricavi del 2025 sono stati di 18,7 miliardi di dollari, dall'altro l'azienda ha registrato una perdita netta di 4,9 miliardi.

La reazione di Burry è stata netta, come riportato da Business Insider:

Qualsiasi rialzo sarà basato sull'hype e su fattori tecnici. Nulla in quel prospetto S-1 suggerisce che valga 1 trilione di dollari, tanto meno 2 trilioni.

Michael Burry
Investitore, Scion Asset Management

Parallelamente, Anthropic, sviluppatore del modello AI Claude, ha chiuso un round di finanziamento a una valutazione di 965 miliardi di dollari, preparando il terreno per una futura quotazione che supererà facilmente il trilione. Anche in questo caso, Burry esprime forte scetticismo, affermando che non c'è "nessuna garanzia, e nemmeno una forte probabilità, che Anthropic valga nel lungo termine quasi 1 trilione di dollari".

Perché Burry definisce insostenibile la corsa all'AI?

L'argomentazione centrale di Michael Burry è che l'attuale, frenetica domanda di potenza computazionale per addestrare e far funzionare modelli AI avanzati sia un'anomalia temporanea, un "falso segnale di domanda".

Secondo la sua analisi, discussa ampiamente anche su forum come Hacker News, il settore sta investendo cifre colossali in infrastrutture sulla base di un'ipotesi errata: che la domanda di calcolo continuerà a crescere esponenzialmente e a costi elevati.

Burry prevede invece uno scenario completamente diverso:

  • Commoditizzazione della potenza di calcolo: Proprio come l'accesso a Internet è passato dall'essere una risorsa costosa a una utility a basso costo, anche la potenza di calcolo per l'AI seguirà lo stesso percorso. La competizione e l'innovazione renderanno l'infrastruttura accessibile e molto meno costosa.
  • Eccesso di offerta: Gli enormi investimenti attuali porteranno a un surplus di capacità computazionale entro pochi anni, facendo crollare i prezzi e i margini di profitto per chi ha costruito il proprio business su questa presunta scarsità.
  • Inefficienza dei modelli: Burry definisce l'approccio attuale "troppo costoso e basato troppo sulla forza bruta". Ha già criticato in passato la pratica del "tokenmaxxing", ovvero l'aumento artificiale del consumo di token per gonfiare la domanda apparente di capacità computazionale.

La potenza di calcolo diventerà una commodity, come l'uso di Internet.

Michael Burry
Investitore, Scion Asset Management

In sintesi, Burry scommette che il valore non risiederà nell'infrastruttura grezza, ma in come questa verrà utilizzata per risolvere problemi reali in modo efficiente.

Cosa significa questo per le aziende italiane?

L'avvertimento di Burry non è solo un dibattito per investitori di Wall Street. Offre una lezione strategica cruciale per le PMI e le aziende B2B in Italia che stanno pianificando i loro investimenti in Intelligenza Artificiale.

Inseguire l'ultima tecnologia AI "frontier" solo perché è al centro dell'attenzione mediatica può essere una trappola costosa. La vera opportunità non risiede nell'usare il modello più grande o costoso, ma nell'applicare l'AI per ottenere un ritorno sull'investimento (ROI) chiaro e misurabile.

Ecco alcuni punti strategici per le imprese italiane:

  • Focus sul ROI, non sull'Hype: Invece di investire in progetti AI generalisti e costosi, è più saggio concentrarsi su applicazioni pratiche che risolvono problemi specifici. L'automazione dei processi, l'ottimizzazione del CRM e la generazione di lead qualificati sono esempi concreti.
  • Evitare il Vendor Lock-in: Affidarsi completamente a un unico mega-provider (come Anthropic o OpenAI) crea una dipendenza rischiosa. Se lo scenario di Burry si avverasse, con una drastica riduzione dei costi, le aziende bloccate in contratti a lungo termine si troverebbero in una posizione di svantaggio competitivo.
  • Investire in competenze di integrazione: Il vero valore competitivo non sarà l'accesso ai modelli AI, che diventeranno una commodity. Sarà la capacità di integrare questi strumenti nei flussi di lavoro esistenti, personalizzandoli per le esigenze specifiche del proprio business. Progetti come l'implementazione di sistemi di automazione per l'outreach B2B generano valore immediato e duraturo.
  • Adottare un approccio pragmatico: In un mercato potenzialmente euforico, le aziende che prosperano sono quelle che mantengono i piedi per terra. L'approccio di Datazen è proprio questo: essere un partner anti-bolla, focalizzato su soluzioni AI pragmatiche, misurabili e indipendenti dal fornitore del modello.

L'analisi di Burry rafforza l'idea che il futuro dell'AI nel business non sarà definito da chi ha il modello più grande, ma da chi sa usarlo in modo più intelligente ed efficiente per creare valore tangibile.

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Domande Frequenti (FAQ)

Michael Burry è un investitore americano, fondatore dell'hedge fund Scion Asset Management. È diventato famoso a livello internazionale per aver previsto e tratto profitto dal crollo del mercato dei mutui subprime nel 2007-2008, un evento raccontato nel libro e nel film "The Big Short".

IPO sta per Initial Public Offering (Offerta Pubblica Iniziale) ed è il processo attraverso cui una società privata vende per la prima volta le proprie azioni al pubblico, diventando una società quotata in borsa. Il prospetto S-1 è il documento ufficiale che la società deve depositare presso l'ente di regolamentazione (la SEC negli USA) e contiene informazioni dettagliate sui suoi dati finanziari, operazioni, fattori di rischio e piani futuri.

Sì, Anthropic è uno dei principali concorrenti di OpenAI. Fondata da ex dipendenti di OpenAI, sviluppa modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come la famiglia di modelli Claude. Si posiziona come un'azienda con un forte focus sulla sicurezza e l'etica dell'AI.